lunedì 9 maggio 2011

Wwf:«troppe centrali a biomasse tra Ortona e San Salvo»

ORTONA. Il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina esprime oggi «forte preoccupazione sul proliferare di questi tipi di impianti»
Attualmente ben 5 progetti a biomasse, realizzati o in attesa di autorizzazione, della potenza complessiva di 106 MW, sono localizzati a poca distanza l’uno dall’altra: due a Ortona (una da 49,9 MW, a residui di vinacce - l'Aura Energia s.p.a. - e una da 34 MW, a oli vegetali – Ecoenergy s.r.l.), uno a Treglio (da 1 MW, a sansa disoleata e a cippato -  G.C.T s.r.l)  e due a Vasto (una da 4 MW a oli vegetali - Istonia Energy e l’altra di 17 MW a biomasse solide e oli - Industrie Chimiche Puccioni S.p.A), nell'area di Punta Penna.  
         
Al di là delle questioni relative ai singoli impianti, quello che desta maggiore preoccupazione per il Wwf riguarda la mancata disponibilità di dati sulla qualità dell'aria nelle aree interessate da questi progetti.
Già nel mese di marzo l’associazione aveva denunciato le gravi inadempienze della Regione Abruzzosul controllo della qualità dell’aria.


In tutta la Provincia di Chieti non esiste alcun controllo sulle emissioni in atmosfera nonostante il notevole numero di aree industriali (Val di Sangro, Chieti Scalo, Vasto e S.Salvo) e non è stato realizzato neppure il Piano di monitoraggio delle aree industriali del resto previsto dallo stesso Piano di Tutela «Benché per la legislazione italiana ed europea», afferma Ines Palena, presidente di zona del  Wwf, « la biomassa venga assimilata alle altre fonti rinnovabili, in quanto incamera la stessa quantità di CO2 che rilascia una volta bruciata, non può essere considerata una fonte a basso impatto ambientale come il solare o l’eolico, in quanto produce emissioni inquinanti di vario tipo a seguito della combustione. Riteniamo, quindi, che la forte tendenza ad incentivare questo settore, attraverso svariati meccanismi come i Certificati Verdi, piuttosto che gli altri legati alle risorse rinnovabili, non sia alla lunga sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che sanitario».


Nell’ultimo Energy Report Wwf del 2011 vengono chiaramente indicate le modalità per ottenere entro il 2050 il 100% dell’energia dalle fonti rinnovabili, sfruttando principalmente energia solare, eolica, idroelettrica e geotermica. L'uso di biocombustibili liquidi e biomasse solide viene rilegato a pochi casi ed in mancanza d'altro.


Certamente, a livello locale, l’unico modo sostenibile per regolamentare l’approvvigionamento energetico –secondo l’associazione ambientalista- passerebbe attraverso «una pianificazione efficace basata sulle reali risorse del territorio e l’elaborazione di linee guida per l’istallazione degli impianti da fonti rinnovabili, strumenti fondamentali che in Abruzzo sono stati redatti solo recentemente».


Il Piano Energetico Regionale promuove l’uso delle biomasse, da cui si prevede la produzione di 200MW di energia entro il 2015, a fronte di una biomassa stimata disponibile per circa 50MW (quindi attraverso la realizzazione di colture dedicate).




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